venerdì 6 agosto 2010

Due persone si baciano, qualcuno chiama i Carabinieri

A Cagliari l'ennesimo brutto episodio di questo piccolo e bigotto Paese: una coppia di ragazzi, Alex e Max  stavano giocando a Beach Volley in spiaggia, quando si sono visti raggiungere da una pattuglia dei Carabinieri. Inizialmente hanno pensato che fosse vietato giocare a Beach Volley, ma poi hanno capito che l'oggetto della discussione era il bacio, che si erano scambiati qualche minuto prima. Qualcuno, scandalizzato da uno spettacolo così indecente, ha sentito la necessità di prendere provvedimenti, adducendo le solite scuse: "ci sono i bambini". I due hanno detto che sono soliti evitare effusioni in presenza di bambini, proprio per evitare domande imbarazzante dei piccoli ai genitori. E' questa frase che più mi ha colpito in questa vicenda: la paura delle domande. Mi immagino il bambino che vedendo due ragazzi baciarsi corre dal papà e gli chiede "perché quei due si baciano?" Non è la domanda ad essere imbarazzante, semmai la reazione del genitore. Basterebbe dire la cosa più semplice, che capirebbe anche un bambino: "perché si amano". E invece i genitori si imbarazzano, non sanno cosa dire, cercano risposte che non hanno. Ma lo fanno perché non sono abituati ad avere a che fare con queste domande. Ed è per questo che i gay dovrebbero cominciare a prendersi la libertà di baciarsi, dove e quando vogliono, senza paura di creare scompiglio. I bambini non devono essere un problema, non diventeranno gay perché vedono due gay, come non diventano donne se vedono delle donne. E' ora di smettersela con questa cautela a tutti i costi, è ora di smettersela con la paura del rifiuto. Cominciamo a farci vedere per quello che siamo. Se lo faremo tutti, tra qualche anno non saremo più "diversi".

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