lunedì 21 giugno 2010

Lettera di un quattordicenne disperato

Tratta da www.Gay.tv . Articolo originale qui


Ciao, Mi chiamo Alessandro e sono di Roma. Ho 14 anni ed ho un grande problema: Non riesco ad accettarmi.
Ho sempre saputo di essere omosessuale sin da 6 anni. Ma ora non riesco più a trovare l’amore. Sto cadendo tipo in depressione. Ma la cosa peggiore è che i miei genitori sono omofobi e quindi non so con chi sfogarmi.
Da un po di tempo che mi piace un ragazzo, Giorgio, il più bel ragazzo del mondo… So per certo che gli piacciono le donne, ma mi piace!
Non so più cosa fare, la mia vita sta diventando un nascondiglio. Chiedo a voi cosa ne pensate…


Alessandro

La mia vita sta diventando un nascondiglio.
Disarmante, no?
Parole che valgono più di mille discorsi, più di mille slogan, più di mille articoli di GAY.tv. Lo dovrebbero fare presidente onorario di Arcigay, il piccolo Alessandro, gli dovrebbero dedicare un carro al Gay Pride. La sua lettera è stata pubblicata dal sito ufficiale de Il Mondo di Patty, che ogni mercoledì dedica uno spazio alle domande dei ragazzi, a cui rispondono gli esperti del Consultoriogiovani di Mantova (leggi la lettera, la risposta del Consultorio e i commenti degli altri bambini

Alessandro ha 14 anni, e sa di essere gay da quando ne ha 6. A 14 anni hai la la grammatica da sms per affermare che stai "cadendo tipo in depressione", a 14 anni hai la grazia di innamorarti di Giorgio "il più bel ragazzo del mondo". A 14 anni il ragazzo di cui ti innamori è sempre il più bello del mondo, anche se ha i brufoli ed è più basso di te. Anche se sai per certo che gli piacciono le donne. Anche se sei un maschio e ti chiami Alessandro.
A 14 anni non riesci ad accettarti quasi mai, a 14 anni è previsto dal contratto che tu debba litigare con i tuoi genitori. Ma se quello che non accetti è la tua omosessualità, se con i tuoi è dura perché loro sono omofobi, beh, allora diventa davvero difficile essere un adolescente, essere una persona, essere te stesso.
Eppure hai quel dono meraviglioso e lieve che è la capacità di innamorarti del ragazzo più bello del mondo, che ti piace anche se non hai speranze, anche se lui guarda le bambine, o magari semplicemente nuota ancora nell'apnea pre-sessuale della sua età, fatta di calcio, parolacce e inesperienza.
Alessandro, invece, l'esperienza ce l'ha, da quando ha sei anni. Oggi ne ha 14: sono otto anni di dolorosa esperienza, otto anni di nascondiglio.

La mia vita è un nascondiglio.
Quanti di voi possono dire la stessa cosa?
Quanti di voi hanno la spaventosa lucidità e la disarmante dolcezza di dirla in questo modo?
Quanti di voi hanno il coraggio di ammetterlo?
Questa dolcezza, questo coraggio, questa chirurgica precisione, forse sono un dono che perdiamo crescendo. Le parole di Alessandro hanno potere perché sono inconsapevoli e insieme tremendamente lucide. Perché la grazia è tale solo se passa la cruna del dolore.

Non c'è una vera notizia, dietro questa lettera. Forse si potrebbe far notare che la piaga dell'omofobia è strisciata dentro i rapporti familiari fino a logorare anche i teenager. Forse si potrebbe evidenziare la delicatezza con cui i coetanei di Alessandro commentano la sua situazione, senza giudizio e senza stupore. Ma la verità è che non c'è una notizia: un ragazzino di 14 anni che è incasinato perché è gay, qual è la novità? - E' successo anche a me - penseranno in molti leggendo le mie e le sue parole, di alzare gli occhi dal banco o dal quaderno a quadretti e di ritrovarmi a fissare la nuca di Giorgio, di Luca, di Marco, Giacomo, Tommaso, Davide: il ragazzo più bello del mondo, quel mondo piccolo e spaventoso che è una classe delle medie.
Forse è per questo che è voluto riportare le parole di Alessandro. Per farlo sentire meno solo. Ma soprattutto per far sentire meno soli tutti noi.

Francesca Tognetti

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